Le false promesse e le gravi omissioni di Giani servono solo a mascherare una maggioranza tale nei numeri ma non nei contenuti.
1️⃣ In campagna elettorale ha promesso il reddito di cittadinanza, salvo poi venire in Consiglio regionale a spiegare che si trattava, in realtà, di un reddito di reinserimento lavorativo: tutt’altra cosa.
2️⃣ Ha costruito una Giunta svuotando di fatto il ruolo della vicepresidente, relegata a mere funzioni di rappresentanza, per poi sostenere la necessità di un nono assessore, con un inevitabile e rilevante aumento dei costi complessivi del sistema.
3️⃣ Lo stesso copione si è ripetuto con il cosiddetto “diritto alla felicità”, sbandierato come nuovo orizzonte del progressismo toscano e ridotto, dopo mesi di discussioni, a un principio annacquato e subordinato all’interesse generale.
Un risultato che non aggiunge nulla ai diritti dei toscani, ma che dietro alla guerra delle parole consente l’ennesimo riassetto di potere e di poltrone necessario a tenere insieme questa maggioranza.


