Commissione d’inchiesta ‘keu’: “Faremo chiarezza”

 “Oggi è partita la commissione d’inchiesta sullo scandalo ‘keu’, che dovrà far luce sulla vicenda che interessa il settore conciario di Santa Croce sull’Arno, lo smaltimento illecito di rifiuti e il presunto legame tra politica e gruppi di potere”. È quanto afferma il consigliere regionale FdI Alessandro Capecchi al termine dell’insediamento della commissione d’inchiesta sulle infiltrazioni mafiose e della criminalità organizzata in Toscana.
“Troppi i silenzi sul tema, troppo si è rischiato a discapito dei cittadini e dell’ambiente – continua Capecchi -. Nessun intento di criminalizzare un settore importante come il conciario toscano, il cui fatturato complessivo incide per il 28% del totale nazionale e si caratterizza per l’artigianalità delle produzioni, destinate soprattutto all’alta moda. Quello che vogliamo è che venga fatta chiarezza una volta per tutte sulle infiltrazioni mafiose e vogliamo riportare la politica sana e priva di pressioni esterne al centro del dibattito”.
“Adesso si aprono i lavori della commissione per i quali richiederemo la collaborazione delle associazioni di categoria e ambientaliste e soprattutto seguiremo gli esiti dell’inchiesta aperta dalla procura di Firenze. L’auspicio è di fare un buon lavoro nell’interesse di tutti i Toscani, per una terra più libera da restituire ai nostri figli, meno inquinata e volta allo sviluppo”, conclude il consigliere FdI.

Concerie, chiesta l’audizione di Arpat in commissione Ambiente

“Gli aspetti preoccupanti intorno alla vicenda dello smaltimento illecito degli scarti delle concerie di Santa Croce sull’Arno sono troppi per poter essere ignorati. Si va dal possibile sversamento di cromo e arsenico nelle falde acquifere, all’utilizzo di rifiuti tossici per la composizione di altri fondi stradali, oltre al già noto caso della strada regionale 429”, afferma il consigliere regionale FdI e vice presidente della commissione Ambiente Alessandro Capecchi.

“Non c’è tempo da perdere, – incalza Capecchi – Arpat effettuerà le analisi nei pozzi privati dei territori coinvolti nell’inchiesta ma non è sufficiente. I cittadini non devono essere lasciati soli e non devono pagare il prezzo più alto in questa vicenda”.

“Ho predisposto un accesso agli atti e una richiesta di audizione urgente in commissione Ambiente dei vertici di Arpat, d’accordo con i commissari d’opposizione, per fare chiarezza sulla vicenda e venire a conoscenza dei siti potenzialmente inquinati – conclude il consigliere FdI -. Comincerò chiedendo di venire a conoscenza delle modalità stabilite da Arpat per programmare ed effettuare le ispezioni agli impianti autorizzati alla gestione di rifiuti speciali e scarichi idrici, oltre a richiedere l’elenco delle aziende ispezionate negli ultimi anni”.