Sanità : Qual è l’esito del concorso bandito dall’Asl per reperire pediatri e ginecologi per il punto nascite dell’ospedale di Pescia?

Sanità, Capecchi (Fdi): “Qual è l’esito del concorso bandito dall’Asl per reperire pediatri e ginecologi per il punto nascite dell’ospedale di Pescia?”
Interrogazione di Fratelli d’Italia. “Il concorso, bandito a maggio e le cui prove erano previste nel mese di luglio, era stato annunciato nella deroga inviata dalla Regione al Ministero”
Pescia 02/08/2022 – “Con un’interrogazione voglio chiedere alla Regione Toscana qual è l’esito del concorso per reperire pediatri e ginecologi per il punto nascite dell’ospedale di Pescia. Il concorso era stato annunciato nella deroga inviata dalla Regione al Ministero. Il concorso, bandito a maggio e le cui prove erano previste per il mese di luglio, rappresenta l’elemento qualificante della richiesta di deroga per l’assunzione di nuovi professionisti. Considerato che le attività previste sono soddisfatte dal punto di vista strutturale, impiantistico e tecnologico, l’Asl fa sapere che, per ottenere la deroga, tutto è legato al superamento delle criticità relative al personale” dichiara il Consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi, che, lo scorso maggio, aveva effettuato un sopralluogo all’ospedale di Pescia incontrando la direttrice sanitaria, il Capo dipartimento di Ginecologia e ostetricia, il responsabile dell’Area infermieristica e la referente del presidio.
“Con questa interrogazione continuiamo a seguire la vicenda. Abbiamo fatto anche un accesso agli atti del materiale che la Regione ha inviato al Ministero per giustificare il mantenimento del punto nascite, disciplinato da norma nazionali in rapporto sia al personale che al numero dei parti effettuati nell’anno. Confidiamo nel buon esito del concorso ma, soprattutto, che la Regione continui ad investire, dopo averlo fatto nel 2017-2018, sul punto nascite di Pescia” si augura Capecchi.
“Il punto nascite può funzionare soltanto con un adeguato livello di personale –sottolinea Capecchi– L’Asl deve fare in modo di rendere attrattivo il punto nascite di Pescia mettendolo insieme a Pistoia ma, soprattutto, deve assicurare la sicurezza per i bambini, mamme e operatori sanitari. Il numero dei parti deve essere sempre proporzionale alla sicurezza. Abbiamo sempre espresso la nostra contrarietà allo smantellamento progressivo dell’ospedale di Pescia, la sanità toscana deve ripartire dai territori, dagli ospedali periferici che garantiscono una sanità diffusa. Mantenere aperto e operativo l’ospedale di Pescia, a partire dal punto nascite, è fondamentale per l’intera Valdinievole e non solo, visto che a Pescia arrivano partorienti anche dalla Piana lucchese”.

Sanità: L’Asl ha 180 giorni per risolvere la situazione del punto nascite di Pescia

Sanità, Capecchi-Bartolini: “L’Asl ha 180 giorni per risolvere la situazione del punto nascite di Pescia”
“Il capo dipartimento di Ginecologia e Ostetricia Mattei ci ha detto che a fine maggio verrà pubblicato il bando per reperire professionisti ed a luglio si terranno le prove del concorso”
Pescia 20/05/2022 – Sopralluogo all’ospedale SS. Cosma e Damiano di Pescia dei consiglieri regionali Alessandro Capecchi (Fdi) e Luciana Bartolini (Lega), che hanno incontrato la direttrice sanitaria Lucilla Di Renzo, il Capo dipartimento di Ginecologia e ostetricia Alberto Mattei, il responsabile dell’Area infermieristica Fabio Pronti, e la referente del presidio di Pescia Giuditta Niccolai. Sono emerse importanti novità relativamente al caso del punto nascite, del quale è stata annunciata la sospensione dell’attività.
L’Asl ha 180 giorni per risolvere la situazione del punto nascite di Pescia, prima dell’intervento degli ispettori ministeriali. Il capo dipartimento Mattei ci ha riferito che a fine maggio verrà pubblicato il bando per reperire professionisti ed a luglio si terranno le prove del concorso -annuncia il Consigliere Alessandro Capecchi– Verrà creato un bando unico per il punto nascite di Pistoia e Pescia, i medici vincitori del bando verranno poi spalmati sui due presidi sanitari così da garantire la continuità del servizio. Il punto nascite può, infatti, funzionare soltanto con un adeguato livello di personale. L’Asl deve fare in modo di rendere attrattivo il punto nascite di Pescia mettendolo insieme a Pistoia ma, soprattutto, deve assicurare la sicurezza per i bambini, mamme e operatori sanitari. Il numero dei parti deve essere sempre proporzionale alla sicurezza -sottolinea Capecchi– Esprimiamo ferma contrarietà allo smantellamento progressivo dell’ospedale di Pescia, la sanità toscana deve ripartire dai territori, dagli ospedali periferici che garantiscono una sanità diffusa Mantenere aperto e operativo l’ospedale di Pescia, a partire dal punto nascite, è fondamentale per l’intera Valdinievole e non solo, visto che a Pescia arrivano partorienti anche dalla Piana lucchese. Gli ospedali periferici devono essere dotati anche di un supporto normativo per spingere i giovani medici specializzandi a svolgere in quelle strutture il loro percorso professionale. Ospedali periferici che devono anche essere sostenuti dalla telemedicina, da servizi innovativi che possono assicurare, in determinate situazioni, il miglior trattamento anche a distanza”.
“La questione riguardante il mantenimento del Punto nascite a Pescia -afferma il consigliere Luciana Bartolini– è molto importante e l’incontro odierno con i responsabili della struttura ospedaliera, che ringraziamo per l’ospitalità e la chiarezza delle informazioni, è sicuramente servito per dissipare alcuni dubbi. Alla base -prosegue il Consiglierevi è, purtroppo, ma questa non è una novità per i nosocomi toscani, una carenza di personale medico che si cercherà di ovviare con un bando a fine mese riguardante anche l’ospedale di Pistoia. Sembra ci sia la volontà di salvaguardare, in loco, la pre e post assistenza delle partorienti, anche se è fortemente auspicabile che da Roma possa arrivare il via libera che stoppi la chiusura del reparto. Da parte nostra -conclude Luciana Bartolini- continueremo a monitorare l’evolversi della delicata questione, ricordando che il senatore Vescovi ha presentato, sul tema, una specifica interrogazione al Ministro Speranza.”

Sanità : No allo smantellamento del Cosma e Damiano di Pescia, la sanità toscana deve ripartire dagli ospedali periferici

Sanità, Fratelli d’Italia: “No allo smantellamento del Cosma e Damiano di Pescia, la sanità toscana deve ripartire dagli ospedali periferici”
“Dalla Regione fanno sapere che i fondi per la sanità ci sono, allora è un problema di organizzazione dei servizi. Sfidiamo la maggioranza regionale a trovare urgentemente una soluzione”
Pescia 17/05/2022 – “Esprimiamo ferma contrarietà allo smantellamento progressivo dell’ospedale Cosma e Damiano di Pescia, la sanità toscana deve ripartire dai territori, dagli ospedali periferici che garantiscono una sanità diffusa. Dalla Regione fanno sapere che i fondi per la sanità ci sono, tra Pnrr ed un miliardo aggiuntivo che dovrebbe mettere il Governo, allora è un problema di organizzazione dei servizi. Sfidiamo la maggioranza regionale a trovare urgentemente una soluzione per mantenere aperto e operativo l’ospedale di Pescia, a partire dal punto nascite, che serve la Valdinievole e anche la Piana lucchese. Non ci interessa una guerra di logoramento, siamo interessati soltanto a garantire i servizi per le persone” dichiarano i Consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, e Vittorio Fantozzi, presidente della Commissione d’inchiesta sulla pandemia.
I problemi degli ospedali territoriali, come quello di Pescia, vengono da lontano, quando furono realizzati i quattro nuovi ospedali di Pistoia, Prato, Lucca, Massa con il project financing, strumento di partenariato pubblico-privato. Costo complessivo 419 milioni e 499 mila euro, dei quali 169 milioni messi dallo Stato, 56 milioni dalle Aziende sanitarie e 194 milioni dal concessionario. Nell’ottobre 2019 la Regione destinò alle aziende ed agli enti del Servizio sanitario un miliardo e mezzo di investimenti per interventi di adeguamento e miglioramento degli ospedali e delle strutture sanitarie, quali Case della Salute, sedi distrettuali, strutture psichiatriche, elisuperfici. Il project financing non si è rivelata la strada giusta per la realizzazione degli ospedali pubblici, con un forte squilibrio a vantaggio del privato, come, tra l’altro ha confermato la Corte dei conti. L’impegno finanziario della Regione è stato dell’80% con un costo complessivo di 1,59 miliardi di euro, cifra che ha appesantito le casse regionali penalizzando di fatto i piccoli ospedali”.
“Se davvero la Regione vuole mantenere servizi efficienti, mi chiedo come mai allora non è stato fatto nulla per ottenere la deroga prevista dalla legge per gli ospedali in condizioni orogeografiche difficili e che non raggiungono la quota dei 500 parti annui, quando anche a causa dei dirottamenti delle partorienti in altre strutture a causa del Covid si poteva benissimo prevedere questo calo -dichiara Giacomo Melosi consigliere comunale di FDI di Pescia– Sono evidenti le responsabilità politiche frutto di una chiara volontà di depotenziare ulteriormente l’ospedale della Valdinievole”.
“L’annunciata chiusura del punto nascite dell’ospedale di Pescia è solamente l’ultimo di una serie di azioni politiche sanitarie regionali che hanno depotenziato, di volta in volta, il presidio sanitario della Valdinievole. La scelta politica della Regione, legittima (sia chiaro) ma che non condivido in alcun modo, è quella di accentrare i servizi nelle zone maggiormente popolate -sottolinea Lorenzo Vignali, vicesindaco di Chiesina Uzzanese e consigliere provinciale- La Valdinievole, come tutte le altre aree “periferiche” della Toscana è continuamente penalizzata in tutta una serie di scelte fondamentali per lo sviluppo futuro del nostro territorio: infrastrutture, rifiuti, mobilità, sanità. La scelta della Regione è sempre quella di avere un occhio di riguardo verso i grandi centri, un centralismo che si va a scontrare con l’essenza del nostro territorio che si forma da secoli sui campanili, sulle specificità dei vari comuni che animano e rendono grande la nostra Regione. Spero in un dietrofront sull’ospedale di Pescia”.