Il mio intervento sulla seconda variazione di bilancio

Ancora una volta molti interventi a pioggia, e con questi ulteriori 100 milioni si supera il Miliardo e mezzo in 6 anni, senza aver risolto alcuno dei nodi strutturali regionali.
Non è vero che non ci sono risorse quindi, tutto sta se scegliere – da parte di chi comanda – se concentrarle a vantaggio di tutti i toscani o di volta in volta premiare i singoli comuni.

 

Inaugurazione di Villa Vittoria : Giani contestato dai cittadini della Montagna Pistoiese

In occasione dell’inaugurazione di Villa Vittoria, nuova sede dell’Unione dei Comuni, il presidente Giani è stato contestato da un nutrito gruppo di cittadini della Montagna Pistoiese, delusi dalle mancate promesse in materia di sanità.

L’ospedale Pacini, infatti, non è più un ospedale, ma un PIOT, cioè un Punto di Primo Intervento: di fatto è stato retrocesso a un insieme di servizi ambulatoriali, senza più il pronto soccorso e i servizi correlati, ormai da anni.

Eppure, il Decreto Balduzzi prevede la possibilità, attraverso il riconoscimento dell’area disagiata, di ripristinare il pronto soccorso e i relativi servizi, anche in deroga ai limiti minimi previsti dalla legge. In realtà, la ASL e la Regione non hanno mai spiegato perché, dopo un primo inquadramento dell’ospedale Pacini come ospedale di area disagiata nel 2022, la struttura sia stata sostanzialmente declassata e destrutturata.

Oggi l’ospedale è interessato da alcuni lavori, ma non si sa quando termineranno e, soprattutto, non è ancora chiaro se ospiterà o meno la Casa della Comunità che era prevista.

Su tutto questo noi non molliamo. Abbiamo effettuato un sopralluogo anche questa mattina perché, a differenza del presidente Giani, riteniamo che il diritto alla sanità nella Montagna Pistoiese debba essere garantito innanzitutto ai residenti, ma anche a tutti coloro che vivono e frequentano il nostro territorio.

 

Porrettana : Era l’ora……Dopo anni, Toscana ed Emilia-Romagna si sono accordate su orari e coincidenze

Porrettana, Capecchi (Fdi): “Era l’ora……Dopo anni, Toscana ed Emilia-Romagna si sono accordate su orari e coincidenze”
Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia: “Non era certo più pensabile che il treno proveniente da Pianoro arrivasse a Porretta alle 9:26, e il treno per Pistoia fosse partito alle 9:23”

Firenze 18 giugno 2026 – “Dopo anni di sollecitazioni, da parte mia e dell’ex assessore comunale di Pistoia Alessandro Sabella, Toscana ed Emilia-Romagna, governate dal Centrosinistra, si sono accordate su orari, scandalosi, e coincidenze, mancate. Non era certo più pensabile che il treno proveniente da Pianoro arrivasse a Porretta alle 9:26 e il treno per Pistoia fosse partito alle 9:23. Disagi che, quotidianamente, si sono protratti per troppo tempo passato ai danni di lavoratori, studenti, pendolari e turisti.”
A dirlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi, che per anni si è battuto per i residenti ed il territorio attraversato dalla Porrettana con interrogazioni, mozioni e ordini del giorno sul tema.
“Bisogna, però, tornare indietro nel tempo al 1994, quando è stato interrotto il passante diretto Pistoia/Bologna, bene è giunto il momento di ripristinarlo: si devono istituire e programmare corse dirette, il territorio ne ha bisogno per lo sviluppo economico e produttivo e per la promozione – chiede Alessandro Capecchi -. Inoltre, dopo tante richieste avanzate alla Regione, e le tante email recapitate dai residenti, sarebbe importante istituire la fermata alla stazione di Piteccio, dove l’associazione “Feder modellismo”, grazie alla collaborazione con il comune di Pistoia, ha creato un museo della ferrovia Porrettana, un percorso didattico e turistico davvero unico a livello regionale, ma anche nazionale. Come tante volte ha fatto anche Alessandro Sabella, in veste di assessore al turismo, chiediamo anche il ripristino della linea Pistoia-Bologna.”

Un’interrogazione per Prunetta e Sambuca. La montagna pistoiese è abbandonata

Ad annunciarlo il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Alessandro Capecchi.
“La zona di Prunetta è rimasta sprovvista di un medico di medicina generale, e soltanto il martedì dalle 8 alle 14 sarà presente un medico per l’ambulatorio di prossimità. L’Asl Toscana Centro non riesce a trovare soluzioni, servirebbero bandi ad hoc per incentivare giovani medici, in particolare, a scegliere la montagna pistoiese. A Sambuca si tagliano guardia medica e trasporti, e così i residenti sono costretti a percorrere chilometri per analisi e visite. A Sambuca c’è stata la soppressione in questi giorni del pulmino scolastico, la scuola è finita ma l’asilo è ancora aperto: per tre giorni i bambini rimangono senza pulmino. Mi è stato riferito che alcuni genitori avrebbero deciso di non iscrivere i propri figli alla scuola di Sambuca – dice il consigliere regionale Alessandro Capecchi -. Senza dimenticare, che dopo la mobilitazione sono tornati a spegnersi i riflettori sull’ospedale “Pacini” di San Marcello Piteglio, punto di riferimento per tutta la montagna pistoiese e non solo. E’ calato nuovamente un assordante silenzio. Con il presidente Giani che, come volevasi dimostrare, non ha ancora mantenuto la promessa, fatta ai comitati, di riclassificare il “Pacini” quale ospedale di area disagiata permettendo così, in base ai criteri di legge, il reintegro di alcune funzioni essenziali, tra le quali il pronto soccorso.”
“La montagna pistoiese sta subendo ripetuti tagli in termini di servizi sanitari e di trasporto pubblico, vogliamo capire quando la Regione inizierà a dare risposte ai residenti di queste zone. Altro che Toscana diffusa, occorre un piano straordinario concertato con sindaci, Provincia, Asl, associazioni di volontariato e operatori dei servizi pubblici per restituire servizi e dignità a queste persone e territori” chiede Capecchi.

Il piano dei rifiuti. La regione si assuma la responsabilità di questo disastro.

I nuovi indirizzi per le convenzioni interambito, ovvero per consentire all’Autorità Territoriale Ottimale di chiedere di poter smaltire i propri rifiuti al di fuori dei confini della stessa e in un’altra ATO, certificano il fallimento delle politiche sullo smaltimento dei rifiuti e del piano approvato lo scorso gennaio 2025 da parte della Regione Toscana. Si tratta, infatti, di consentire ancora una volta, soprattutto all’ATO Centro, di portare verso l’ATO Costa 130.000 tonnellate annue di rifiuti urbani e ulteriori 15.000 tonnellate di altri rifiuti, con una chiara violazione della legge regionale, secondo la quale determinate convenzioni potrebbero essere fatte solo e soltanto in condizioni di necessità e urgenza. Ma, nel caso specifico, questa urgenza esiste ormai da 12 anni, o meglio dal 2016: evidentemente, quindi, si tratta di un problema strutturale e non episodico. Vi è inoltre una violazione della normativa nazionale, perché la norma nazionale — come aveva ricordato il Ministero dell’Ambiente durante la discussione del piano — prevede che sia il piano regionale a dettare la linea degli impianti e a garantire l’autosufficienza e la prossimità degli ATO stessi. Infine, vi è una violazione della normativa europea, che prevede il sostanziale azzeramento del conferimento in discarica, mentre invece in Toscana si è sempre intorno al 25% dei rifiuti prodotti. La normativa europea prevederebbe inoltre la valorizzazione energetica del residuo, mentre noi, non avendo compiuto scelte, abbiamo inceneritori come quello di Montale, di vecchia generazione. Infine, prevederebbe lo sviluppo dell’economia circolare, cioè del riciclo e del recupero, che solo in parte viene realizzato all’interno della nostra regione. Peraltro, nella nostra regione vi è comunque una stabilità di circa 2,2 milioni di tonnellate annue di rifiuti prodotti, mentre il piano racconta che dovrebbe esserci già una diminuzione tendenziale di oltre 110.000 tonnellate annue. Tutto questo per dire che, ancora una volta, nell’incapacità di fare scelte di programmazione serie e di realizzare nuovi impianti, pagano sempre cittadini e imprese, perché l’andirivieni dei rifiuti per la Toscana genera extracosti che naturalmente ricadono sulle tariffe. Infine, questa è la dimostrazione che la procedura scelta, quella del famoso avviso pubblico, lascia nelle mani delle aziende la scelta di quali impianti portare avanti e, ancora una volta, scarica sempre i problemi sugli stessi territori che accolgono questi impianti. Da decenni, l’esempio più clamoroso è la provincia di Pistoia, nella quale ci sono, oltre all’inceneritore di Montale, la discarica di Serravalle e la discarica del Cassero. Mentre, in realtà, ci sono altri territori limitrofi, in particolar modo quello fiorentino, che, rispetto alla quantità di rifiuti prodotti, non hanno lo stesso impatto di impianti sul loro territorio. E ancora una volta il Partito Democratico, che all’atto dell’approvazione del piano, lo scorso gennaio 2025, aveva chiesto alla Giunta, con un ordine del giorno, una localizzazione equa degli impianti sul territorio, in realtà — ovviamente — dopo un anno e mezzo non ha prodotto né i piani di gestione delle ATO né una equa localizzazione degli impianti. Intanto i costi continuano ad aumentare, certificando il fallimento delle politiche sui rifiuti e, quindi, anche dal punto di vista ambientale e dell’inquinamento, della Regione Toscana.

 

Costi di gestione dei 4 Ospedali Toscani : il mio intervento in aula

Nella discussione su dove va la sanità toscana abbiamo iniziato a scavare sui costi di realizzazione e gestione dei 4 ospedali “per acuti” (pistoia, prato, massa e lucca) a suo tempo realizzati con la formula del project financing.
Un costo totale di quasi 700milioni di euro, con tanti servizi lasciati in gestione al concessionario, e strutture poco efficienti (solo da poco migliorate con pannelli fotovoltaici sui parcheggi).

Ma soprattutto con Pronto Soccorso piccoli, che tanti problemi hanno dato e stanno dando anche a Pistoia, nonostante l’impegno del personale medico.
Nelle tante tabelle che ci hanno consegnato in risposta alla nostra interrogazione, sta una parte rilevante della spesa sanitaria corrente, su cui continueremo ad approfondire. Cercando anche di capire se e quando sarà realizzata quella sanità territoriale che avrebbe dovuto diminuire la pressione sugli ospedali appunto “per acuti”.

Da Regione e Asl nessuna risposta sulla fine dei lavori e sul potenziamento dell’organico dell’ospedale di Pescia

Sanità, Capecchi (FdI): “Da Regione e Asl nessuna risposta sulla fine dei lavori e sul potenziamento dell’organico dell’ospedale di Pescia”
Il consigliere aveva presentato un’interrogazione. “Non molleremo di un centimetro sul rafforzamento del personale e sul mantenimento delle professionalità dell’ospedale”

Firenze 29 aprile 2026 – “Le risposte di Regione e Asl Toscana Centro, alla nostra interrogazione, sono parziali. Intanto non si indicano mai i tempi entro i quali verranno conclusi i lavori in corso in alcuni reparti dell’ospedale. Ma, soprattutto, non vi è alcun accenno al potenziamento dell’organico dell’ospedale, in termini di nuove assunzioni di infermieri e operatori socio sanitari e al mantenimento delle attuali professionalità mediche.”
A dirlo è il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Alessandro Capecchi che, nei giorni scorsi, su segnalazione dell’Associazione “Rinascere in Valdinievole”, nata in seguito alla chiusura del punto nascita dell’ospedale di Pescia, aveva presentato una nuova interrogazione sulla situazione dell’ospedale “Cosma e Damiano”.
“Ci è stato segnalato un progressivo smantellamento di alcuni reparti, in particolare l’Oculistica e la Cardiologia, oltre a problemi strutturali nell’area di accesso al Pronto soccorso. Anche il reparto di Ginecologia lavora a mezzo servizio, visto che è operativo soltanto fino alle ore 14 – ricorda Capecchi-. Il direttore generale dell’Asl Toscana Centro e l’assessore Monia Monni, rispondendo alle nostre richieste con una lunga elencazione di interventi, non hanno però indicato i tempi entro i quali questi lavori verranno conclusi e quando i reparti torneranno alla piena funzionalità. Inoltre, laddove avevamo chiesto quali garanzie potesse dare la Giunta regionale e la Direzione generale della Asl sul rafforzamento dell’organico dell’ospedale, non è stato fatto cenno alcuno a nuove assunzioni limitandosi a spiegare che la struttura dell’ospedale – dotata di nuovi macchinari – ha fatto richiesta di nuove assunzioni senza però aver dato alcuna garanzia. Per poter erogare i servizi, da parte del Dipartimento infermieristico sono stati chiesti 6 infermieri e 4 operatori socio-sanitari per il polo chirurgico e l’algologia/medicina integrata, e 2 infermieri e 1 OSS per la Radiologia. Da parte del Dipartimento Emergenza Urgenza è stato chiesto 1 anestesista. Siamo, oggettivamente, preoccupati: serve altro personale a supporto e tutela degli utenti dell’ospedale.”
“Una cosa è certa: non molleremo di un centimetro sul fronte del potenziamento dell’ospedale e del mantenimento delle professionalità all’interno del presidio sanitario di Pescia. La sanità è un diritto. Abbiamo la sensazione che si voglia trasformare l’ospedale in un centro di ambulatori specialistici. Anche la guardia medica pediatrica, introdotta con la nuova legge regionale, è, comunque, un servizio collaterale rispetto al Pronto soccorso. Fondamentale per il territorio della Valdinievole – che è ricco di tante frazioni sparse sulle colline – sarebbe invece, una pediatria con medico h24 e con almeno 10 posti letto” sottolinea il consigliere regionale Alessandro Capecchi.

Articolo 21, dentro la notizia: “Pistoia al bivio” con Daniele Gioffredi

Un confronto serrato sui temi economici e sociali della nostra provincia, con un occhio particolare al Comune di Pistoia che presto andrà al voto.

E’ stato un bel match con il segretario della CGIL Gioffredi, che potete riguardare qui.

Dall’occupazione agli investimenti esteri, dalla pianificazione alle infrastrutture, per chiudere sulla sanità: tanti temi trattati con la testa sempre rivolta al futuro, convinto che le tante cose fatte negli ultimi anni ci abbiano restituito una città migliore.

 

PFAS : Manteniamo alta l’attenzione sul tema

I PFAS sono sostanze chimiche ampiamente utilizzate in diversi ambiti, come nella produzione della carta e degli imballaggi per alimenti, grazie alle loro importanti proprietà ignifughe e di conservazione. Tuttavia, se si accumulano nell’ambiente, possono risultare pericolose sia per gli ecosistemi sia per la salute umana, in quanto possono contaminare le matrici ambientali, in particolare acqua, suolo e aria, con un impatto significativo soprattutto sulle risorse idriche. Per questo motivo il Governo Meloni ha introdotto limiti più restrittivi alla presenza di queste sostanze, con un intervento previsto inizialmente entro la fine del 2025. La legge di bilancio 2026 ha però concesso sei mesi aggiuntivi, fino a luglio 2026, ai soggetti gestori del servizio idrico integrato affinché possano adeguare e migliorare i sistemi di potabilizzazione e i controlli di qualità dell’acqua, così da rispettare i limiti sempre più stringenti previsti dalla normativa italiana. Tale scelta si inserisce anche nel quadro delle direttive europee e nel rispetto del principio generale di precauzione, considerando che l’accumulo di queste sostanze nell’ambiente può risultare nocivo per la salute e per gli ecosistemi. In questo contesto, come gruppo di FdI abbiamo approvato all’unanimità una mozione volta a mantenere alta l’attenzione sul tema, tenendo conto del lavoro che ARPAT svolge dal 2018 per la verifica e il monitoraggio della presenza di queste sostanze inquinanti. A ciò si aggiungono due progetti finanziati nell’ambito del PNRR, finalizzati a monitorare l’accumulo dei PFAS e a valutarne gli effetti sulla popolazione dei comuni di Livorno, Piombino e Collesalvetti, territori contigui ai siti di interesse nazionale legati alle grandi attività industriali degli anni ’60 e ’70. Queste aree sono oggi interessate da importanti interventi di bonifica finanziati dal Governo.

Rifiuti : Pistoia ha già dato, serve un riequilibrio territoriale del peso degli impianti

“Pistoia ha già dato e sta continuando a dare, non può continuare all’infinito. Serve un riequilibrio territoriale del peso degli impianti. Su 9 discariche esistenti a livello regionale 2 insistono sul territorio pistoiese”. A dirlo è il vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Alessandro Capecchi, alla luce dell’audizione, in Commissione Ambiente, dei direttori generali dell’Ato Toscana Centro, Costa e Sud. “Avevamo ragione nel dire che il piano proposto dalla Giunta regionale passata non era un piano, tant’è vero che gli Ato sono in ritardo per la realizzazione dei piani di gestione e con poco personale. I piani dovevano essere pronti a luglio 2025 e ancora non si capisce quando arriveranno. Nel caso dell’Ato Centro ci è stato detto che il piano dovrebbe arrivare a cavallo dell’estate – spiega Capecchi -. Il che comporta la continuazione di una gestione emergenziale, che sta prendendo in seria considerazione il pericolo che avevamo denunciato all’epoca: ovvero l’utilizzazione delle discariche per i rifiuti speciali, come quella del Fossetto di Monsummano e di Serravalle, anche per il conferimento di rifiuti urbani, perché non si sa dove metterli”. “Il termovalorizzatore di Montale inoltre, portato alla capienza massima, potrebbe venir utilizzato per diversi anni ancora, quindi ben oltre quello che i Comuni hanno stabilito – sottolinea il vice capogruppo di Fdi in Consiglio regionale -. Senza dimenticare che l’ecocentro del Dano verrà trasformato in un centro di smistamento di carta e cartone. Uno dei pochi siti che, nell’ambito del piano regionale dei rifiuti, vedrà realmente la luce, perché è già firmata la convenzione con il Comune di Pistoia”. “Continua, dunque, il conferimento in discarica ben oltre i limiti di legge. E, con questi presupposti e con la durata di questa fase transitoria, sarà ben difficile nel 2035 ridurre il conferimento in discarica al di sotto del 10%, così come chiede l’Europa. Ad oggi la Toscana è, infatti, ancora al 30%. In mancanza di impianti, si continuano a portare fuori ambito circa 140mila tonnellate di rifiuti e la Tari è inevitabilmente destinata a crescere” conclude Capecchi.