Il nuovo Piano strategico operativo del Commissario straordinario nazionale alla Peste Suina Africana, adottato con l’ordinanza n.7/2026, indica con chiarezza le misure da mettere in campo per rafforzare il controllo della PSA e ridurre la presenza dei cinghiali. Il Piano prevede una programmazione precisa degli interventi, basata sul rischio epidemiologico e sulla situazione delle singole aree, rafforzando sorveglianza, depopolamento, rimozione delle carcasse e biosicurezza.
Ad oggi, però, non risulta ancora una concreta applicazione in Toscana delle nuove disposizioni. E così i numeri sono impietosi, in Toscana, dove si registrano 638 casi, dato più alto d’Italia nel 2026. Questo perché la Regione non ha gestito la parte sanitaria, ha nominato in estremo ritardo un commissario straordinario. Se non si attuano misure concrete di depopolamento non riusciremo a fermare l’espandersi della Psa.
Vademecum, cartelli, tavoli di comportamento non la fermeranno. Tutto questo a fronte, peraltro, di una conclamata mancanza di medici veterinari e dell’approvazione di un piano faunistico venatorio sostanzialmente punitivo nei confronti dei cacciatori, oggi più che mai assolutamente necessari nella gestione della PSA e più in generale della biodiversità.

